Informazione relativa alla procedura di adozione internazionale di bambino residente nella repubblica di bulgaria da parte di persone residenti nella repubblica d’italia

Condizioni di idoneità degli adottanti

In caso di adozione di minore la legislazione italiana richiede che i futuri adottanti siano coniugi legati in matrimonio che dura da almeno 3 anni e non si trovino in stato di separazione di fatto.

La valutazione del Tribunale per i Minorenni assume quale rispettata l’esigenza di stabilità del rapporto anche in presenza di prove che i coniugi hanno convissuto stabilmente e in maniera permanente per un periodo di 3 anni prima di contrarre il matrimonio.

L’età dei futuri adottanti deve superare con almeno 18 però non oltre 45 anni l’età del bambino. I limiti indicati possono cambiare nel caso in cui il Tribunale constati che il mancato adempimento dell’adozione potrebbe causare danno grave ed inevitabile al bambino.

Non rappresenta un ostacolo per l’adozione qualora la massima differenza di età ammessa con il bambino venga superata solo da uno dei genitori con non più di 10 anni, oppure nel caso in cui i medesimi siano genitori di figli propri ossia adottati dai quali uno minorenne, oppure qualora si tratti di adozione di fratello o sorella del bambino già adottato.

Gli adottanti godono di preferenze nei seguenti casi:

- adottano fratello/sorella di bambino già adottato da loro;

- adottano parallelamente fratelli/sorelle;

- desiderano adottare minorenne portatore di handicap mentale.

Procedura

Le persone residenti nella Repubblica d’Italia le quali desiderano adottare bambino, presentano dichiarazione di disponibilità presso il foro della rispettiva zona amministrativa di residenza con la domanda che il medesimo emani decreto relativo alla loro idoneità all’adozione. Se sono cittadini italiani residenti all’estero, il foro competente è quello dell’ultima residenza in Italia. Nel caso in cui non ci sia un tale, il foro competente è quello di Roma.

Il tribunale valuta se sono rispettati i requisiti di cui all’art. 6 della Legge n.184/1983 con le modifiche riportate dalla Legge n.149/2001 e se la famiglia risponde alle condizioni, deposita entro il termine di 15 giorni copia della dichiarazione di disponibilità ai Servizi sociali preposti di residenza dei futuri adottanti per provvedere alle verifiche occorrenti e per redigerne la relativa relazione.

I Servizi sociali effettuano la verifica dello stato personale, di famiglia, di salute e finanziario dei futuri adottanti, del loro ambiente sociale, dei motivi dell’adozione, della disponibilità e della loro idoneità ad accogliere bambino con diverso Stato di provenienza.

A seguito della verifica fatta entro il termine di 4 mesi dall’inoltro della dichiarazione di disponibilità i Servizi sociali redigono e consegnano al Tribunale una relazione sociale di importanza rilevante all’atto della valutazione dell’idoneità dei coniugi all’adozione. Inoltre informano i futuri adottanti della prassi nel corso dell’adozione internazionale nonché delle organizzazioni accreditate italiane.

Dopo aver esaminato la relazione dei Servizi sociali, il Tribunale può richiedere dai coniugi ulteriori dati. In base all’intera informazione ottenuta il giudice competente pronuncia un decreto inerente l’idoneità dei coniugi all’adozione entro il termine di 2 mesi dal ricevimento della relazione stesa dai Servizi sociali. Il decreto di idoneità è valido per l’intero periodo della procedura da avviare dagli interessati entro un anno dalla sua emanazione /concludere contratto con organizzazione italiana accreditata per adozione internazionale/.

Il decreto di idoneità argomentato può riportare raccomandazioni supplementari vista la particolarità dei coniugi al fine di collaborazione alla scelta di un bambino adatto.

Il decreto insieme alla copia della relazione dei servizi sociali si trasmettono alla Commissione per le Adozioni internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri della Repubblica d’Italia /Organo centrale/ e all’organizzazione accreditata scelta dagli adottanti.

L’organizzazione accreditata scelta trasmette all’organizzazione partner in Bulgaria la domanda di adozione munita della sua relazione inerente i futuri adottanti, del decreto di idoneità, della relazione dei Servizi sociali insieme a tutti i documenti richiesti per legge /certificati di precedenti penali, certificato attestante che gli adottanti non sono privi di diritti di genitore, certificati medici, certificato di matrimonio ecc./.

A seguito dell’iscrizione degli adottanti provenienti dalla Repubblica d’Italia da parte dell’Organo centrale /Ministero della Giustizia/della Repubblica di Bulgaria per adozioni internazionali, il medesimo individua un bambino concreto proponendo il rispettivo contatto con il bambino. L’organizzazione accreditata italiana riferisce la circostanza ai futuri adottanti e gli fornisce informazione relativa allo stato di salute del bambino, alla sua provenienza e al suo modo di vita finora.

Nel caso in cui a seguito del contatto avvenuto tra i futuri adottanti e il rispettivo bambino proveniente dalla Repubblica di Bulgaria, loro confermino per iscritto la loro volontà di adozione tramite tutti i documenti necessari, l’organizzazione accreditata italiana consegna l’intera documentazione alla Commissione per le Adozioni internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri della Repubblica d’Italia al fine di redigere l’Autorizzazione a procedere con l’adozione del bambino concreto.

Dopo la conclusione della procedura di adozione sul territorio bulgaro, l’organizzazione accreditata italiana consegna all’Organo centrale, la Commissione per le Adozioni internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri della Repubblica d’Italia tutti i documenti legati alla procedura, incluse copie della delibera del tribunale e del certificato dell’Organo centrale della Repubblica di Bulgaria di cui all’art. 23, par.1 della Convenzione.

Se le esigenze della Convenzione dell’Aia sono rispettate, il Tribunale per i Minorenni secondo la residenza degli adottanti, dispone l’iscrizione della delibera di adozione nei registri dello stato civile, a seguito di ciò il bambino acquisisce cittadinanza italiana / art.34, co 3 della Legge n. 476 del 1998/.

La delibera si iscrive presso il tribunale della zona amministrativa di residenza degli adottanti al momento dell’entrata del bambino sul territorio italiano.

Obblighi dell’organizzazione bulgara accreditata per la cooperazione in ambito delle adozioni internazionali

1. L’Associazione è dovuta a dare informazione dettagliata agli adottanti in relazione alla normativa, alla procedura, ai documenti necessari e ai termini per l’adozione internazionale, nonché alle conseguenze legali in caso di piena adozione in conformità alla legislazione internazionale vigente, alla legislazione della Repubblica di Bulgaria e a quella dello Stato accogliente.

2. Redigere ed inoltrare la domanda degli adottanti per la loro iscrizione nel Registro di cui all’art. 113 par.1 co 2 del Codice della famiglia della Repubblica di Bulgaria, allegando anche i documenti necessari per l’iscrizione.

3. Avvisare gli adottanti riguardo la loro iscrizione nel Registro, informargli su ogni tappa della procedura di adozione e collaborare con loro avendo la rispettiva cura all’atto dell’adempimento dei loro obblighi quali rinnovo del loro progetto di adozione, aggiornamento di certi documenti, il pagamento delle tasse ed altri.

4. Informare gli adottanti e trasmettergli il fascicolo riguardante il bambino /relazione inerente il bambino e foto completa/, nonché materiali supplementari riguardanti il bambino che possano essere d’aiuto per prendere la decisione se procedere ossia non procedere all’adozione del bambino concreto.

5. Organizzare ed accompagnare gli adottanti nel corso della procedura di contatto con il bambino individuato con la durata di 5 giorni.

6. Organizzare ed accompagnare gli adottanti presso il notaio ove dichiarare il proprio consenso all’adozione del bambino e di continuare con la procedura di adozione in via giudiziale.

7. Inoltrare la domanda degli adottanti presso l’Organo centrale /Ministero della Giustizia/ della Repubblica di Bulgaria insieme ai documenti occorrenti per avviare la fase giudiziale della procedura di adozione, incluso il consenso di cui all’art. 17 della Convenzione dell’Aia dello Stato accogliente.

8. Garantire rappresentanza processuale degli adottanti presso il Tribunale distrettuale di Sofia.

9. Inoltrare la domanda degli adottanti presso l’Organo centrale della Repubblica di Bulgaria insieme alla delibera del Tribunale distrettuale di Sofia al fine di ottenere il Certificato di cui all’art. 23 della Convenzione dell’Aia dal Ministero della Giustizia inerente l’adozione avvenuta.

10. Organizzare e consegnare i documenti necessari in nome degli adottanti per la stesura di atto di nascita e passaporto per il bambino.

11. Organizzare ed accompagnare gli adottanti all’atto dell’uscita del bambino adottato dalla Repubblica di Bulgaria.

12. Collaborare e presentare presso il Ministero della Giustizia della Repubblica di Bulgaria nel corso di due anni a seguito dell’adozione relazioni semestrali inerenti l’adattamento del bambino adottato nella famiglia degli